Rinnova la spesa e risparmia gli imballaggi

La cura della bocca è stata una delle rivoluzioni più significative dello scorso secolo. Oggi tutti godiamo di una salute migliore grazie a cure odontoiatriche avanzate e, soprattutto, grazie alla diffusione di una abitudine fondamentale per la prevenzione: lavarsi i denti dopo i pasti! È un esempio perfetto di come un piccolo gesto, insegnato ai bimbi non solo in famiglia ma anche tra i banchi di scuola, abbia migliorato la vita di molti. La bocca è un organo importantissimo per il corretto funzionamento dell’intero corpo. Ovviamente la masticazione serve a sminuzzare il cibo, non solo per prevenire un ostruzione delle vie respiratorie, ma per preparare il cibo ad essere digerire meglio ed assorbire tutti i nutrienti necessari. Ma c’è di più, la masticazione influisce sulla nostra postura e quindi influenza dolori muscolari o scheletrici. Senza contare l’importanza di un bel sorriso.

Ma come rendere un abitudine tanto importante più sostenibile possibile?

Ci sono più risposte a questa domanda, vediamole insieme:

1) Lo spazzolino

I dentisti consigliano di cambiarlo ogni 3/4 mesi, è facile intuire che se ognuno di noi ne butta 3/4 l’anno nell’indifferenziata (se puoi prendi una calcolatrice e moltiplica il numero degli abitanti del tuo paese x 4) il mucchio di rifiuti cresce rapidamente. Meglio optare per uno spazzolino:

  • In bambù, una pianta con un ottima resa di legno rispetto alle risorse consumate, e che a fine vita posso buttare nell’organico. Attenzione alle setole che possono essere in bioplastica e quindi vanno anch’esse nell’organico ma che quasi sempre sono in nylon (miglior usufruibilità) e allora vanno tolte e gettate semplicemente nell’indifferenziato;
  • Con testina intercambiabile: il corpo deve essere di una plastica durevole e resisterà ad ogni viaggio e fase della vita (è molto probabile che potrai lasciarlo in eredità ai tuoi nipoti) mentre il rifiuto indifferenziato si ridurrà alla testina con le setole;
  • Elettrico: in questo caso il consiglio è di investire correttamente nell’acquisto dell’apparecchio elettrico cosìcche duri senza problemi per moltissimi anni, e magari valutiamo già un modello che prevede testine create da materiali sostenibili. Se invece possediamo già uno spazzolino elettrico possiamo ingegnarci a cercare delle testine compatibili ma in materiale riciclabile, o compostabile (difficile), o almeno con una confezione essenziale.

2) Il dentifricio

I criteri valutativi sono: il packaging sostenibile, il packaging comodo per tutta la famiglia (per sprecarne meno possibile), la composizione sostenibile e la composizione adatta ai nostri denti. Le esigenze della tua bocca nessuno le conosce meglio di te, puoi anche chiedere un parere al tuo dentista, ma dovrai scegliere il dentifricio in base alle tue personali caratteristiche (ad esempio se hai: gengive sensibili, un eccesso di tartaro o di placca, una carenza di dentina oppure altro). Anche sulla comodità d’uso sarà l’esperienza a farti da maestra, le opzioni sono:

  • Dentifricio in tubetto: la forma più comune, e forse più comoda. Facciamo attenzione, però, che il tubo sia di alluminio (ricilabile 100% all’infinito) e non di plastica e solo il tappo in plastica riciclabile;
  • Dentifricio in vasetto di vetro: anche il vetro è completamente riciclabile all’infinito ma l’energia usata per il vasetto probabilmente è maggiore di quella usata per un tubetto in alluminio, però il vasetto si può riutilizzare senza farlo diventare un rifiuto;
  • Dentifricio in polvere: generalmente anche questo formato è confezionato in vasetto di vetro, ma è più facile trovare il modo di fare la ricarica;
  • Dentifricio solido: solitamente si trova in compresse, è il formato più ecologico in quanto è molto facile poi da riacquistare sfuso (noi speriamo di averlo a breve), super comodo da portare in viaggio o fuori casa: mastica, spazzola e sciacqua;
  • Dentifricio fai da te: sicuramente la soluzione più leggera in quanto non ha alcuna confezione e utilizza prodotti che abbiamo già in casa, il web è pieno di ricette però l’efficacia sicuramente non è garantita, anzi, se non si hanno le giuste informazioni, potrebbe anche essere rischioso (ad esempio con un eccesso di bicarbonato potrebbe rovinare lo smalto).

3) Il collutorio

Spesso sottovalutato ed usato troppo poco, il collutorio serve ad igienizzare e a combattere la placca prevenendo così carie, gengiviti e alitosi. Anche in questo caso posso scegliere tra:

  • Collutorio liquido: meglio in bottiglia di vetro e in soluzione concentrata da diluire poi in un bicchierino di acqua;
  • Collutorio solido: ha gli stessi benefici del dentifricio solido, in questo caso sono pastiglie effervescenti, quindi serve anche in questo caso un bicchiere in cui farlo sciogliere;
  • Collutorio fai da te: è più facile da fare del dentifricio e anche in questo caso si trovano un infinità di ricette, è meno difficile fare danni, ma è meglio stare sempre molto attenti.

4) Il filo interdentale

  • Filo interdentale in seta: soluzione non vegana ma compostabile;
  • Filo interdentale in PLA: in questo caso è cruelty-free, ma bisogna stare attenti a dove lo gettiamo. Il PLA (o acido polilattico) viene realizzato partendo dal mais: il materiale è biodegradabile al 100% in un impianto di compostaggio industriale (temperatura maggiore di 60 °C e umidità maggiore del 20%) e quindi non nel compost casalingo.

Ora tocca a te! Scegli consapevolmente ogni dettaglio della tua igiene orale e sii fier* della tua scelta fatta con intelligenza e amore per l’ambiente e per la tua salute.

Condividi le tue esperienze lasciando una recensione sotto i nostri prodotti (sul sito, su google sui social, dove vuoi). Se hai altri dubbi o curiosità ci puoi scrivere o venire in negozio, saremo felicissime di confrontarci con te.

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